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Il Lawyer RainMaker - una nuova tipologia di avvocato

Avvocato Stefano Giancotti - Legal Rainmaker

Lawyer Rainmaker, una nuova figura professionale nel settore legale. Un avvocato al tuo fianco, a tua disposizione 24 ore su 24 per consigliarti ogni volta che ne hai bisogno.

 

Negli ultimi anni la passione per la comunicazione virtuale ha “contagiato” anche il mondo giuridico; sempre più numerosi sono, infatti, i siti web che offrono il servizio di consulenza legale on line.

A Roma ad esempio esite un sito, creato nel 2002 da un gruppo di avvocati, chen si propone di fornire all’utente informazioni ed aggiornamenti in materia di diritto di famiglia, nonché di rispondere, tramite un servizio di consulenza legale on line altamente specializzato, a quesiti legali sui temi che stanno più a cuore, quali ad esempio separazione legale e divorzio.  

Consulenza legale online 

Dal 2002 ad oggi Lo studio legale di Roma  ha risposto a più di 10.000 quesiti on line di carattere legale che vanno dalle adozioni alle successioni, alla separazione legale e al divorzio ed è stato visitato da oltre 150.000 visitatori on line.

Il successo dell’iniziativa, costante nel tempo, dimostra che il sito ha incontrato e continua ad incontrare i favori di un pubblico interessato a ricevere on line, in modo rapido e personalizzato, consigli e vademecum soprattutto nel campo delle separazioni legali, dei divorzi, del diritto di famiglia, ma anche in tutela dei marchi e dei diritti d'autore. 

La sezione dedicata alla consulenza legale on line è curata e gestita da un avvocato con oltre venti anni di esperienza professionale maturata nel campo del diritto civile (che comprende, come noto, gli istituti della separazione legale e del divorzio).

Per quanto riguarda il servizio di consulenza legale, permette all’utente on line di richiedere ed ottenere, previa compilazione dell’apposita form ed il pagamento di poche decine di euro, un parere legale con cui viene dato riscontro ad un massimo di tre quesiti in materia di diritto familiare, separazione  e/o divorzio.

La risposta viene inoltrata, sempre via e-mail, entro cinque giorni lavorativi dalla comunicazione dell'avvenuto pagamento, che può essere eseguito scegliendo fra diverse modalità, quali il bollettino postale, il bonifico bancario on line o la carta di credito.

E’ ammessa inoltre la possibilità di richiedere gratuitamente precisazioni o chiarimenti, ovvero di mettersi in contatto telefonico con l’avvocato che ha provveduto a dare riscontro al quesito legale per approfondimenti.

Completano il sito le sezioni dedicate alle FAQ, ossia le risposte alle domando che più frequentemente ci sono state poste in materia di divorzio, separazione, adozioni e successioni.

Inoltre vi sono le novità legislative intervenute in materia e una sezione riservata all’esame  di un caso giudiziario particolarmente interessante; in genere si tratta di una sentenza emessa dalla Corte di cassazione o dalla Corte costituzionale su questioni rilevanti e controverse, quali ad esempio la possibilità di ottenere una riduzione dell’importo dell’assegno di mantenimento fissato in sede di separazione legale a carico del marito ovvero di recuperare in via forzosa quanto stabilito dal giudice del divorzio a favore dell’ex coniuge.

Per comprendere meglio in cosa consiste la sezione di consulenza legale on line, vi indichiamo qui di seguito i quesiti e le questioni legali on line più  ricorrenti.

La decisione di avviare le pratiche per la separazione legale è sicuramente una delle più difficili e sofferte, sia per un uomo che per una donna,  non solo per i legami affettivi che possono essere ancora forti, ma anche per la paura di dover pagare questa scelta con ricatti, minacce o procurando danni ad altri, in primo luogo ai figli.  

La separazione di fatto 

Separazione di fatto: è una scelta privata, che non richiede atti legali, ma che non ha alcun valore di fronte alla legge. Perciò i rapporti patrimoniali o la nascita di un figlio fuori del matrimonio possono far scaturire complicatissimi problemi. Se vuoi separarti legalmente, cioè con un atto ufficiale avente valore legale, ci sono due sole possibilità, la separazione consensuale e la separazione giudiziale.

La separazione consensuale 

Separazione consensuale: consiste in un accordo raggiunto dai coniugi su tutte le condizioni relative alla separazione (affidamento dei figli, assegno di mantenimento, assegnazione della casa coniugale). Il Tribunale autorizzerà marito e moglie a vivere separati alle condizioni concordate purché non in contrasto con principi e norme fondamentali dell’ordinamento giuridico. Anche per questo tipo di separazione legale è  necessaria l’assistenza di un avvocato.

La Separazione giudiziale 

Separazione giudiziale: se l’accordo circa le condizioni della separazione legale non è ipotizzabile a causa dell’alta conflittualità esistente fra i coniugi e la convivenza diviene intollerabile, si può sempre chiedere la separazione giudiziale. In tal caso sarà il Tribunale a decidere la separazione legale e ad adottare i conseguenti provvedimenti. La parte che per prima assume l’iniziativa di separarsi legalmente dovrà rivolgersi al giudice con apposito ricorso ed il Tribunale, dopo aver tentato una conciliazione fra i coniugi, autorizzerà questi ultimi a vivere separati legalmente, fissando provvisoriamente le condizioni della separazione legale; condizioni che possono essere modificate in sede di sentenza. Anche per la separazione giudiziale occorre munirsi di un difensore.

L'affidamento dei figli 

Affidamento dei figli: oggi la regola è l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori. Ciò non toglie che essi possano continuare a convivere con uno solo di essi.  L’affido condiviso presuppone comunque assenza di conflittualità fra i coniugi.; ove la conflittualità sia invece esistente, l’affidamento avverrà in via esclusiva ad uno dei genitori (in genere la madre), con attribuzione dei c.d. diritti di visita al genitore non affidatario.

Se casalinga, lavoratrice precaria ovvero sprovvista di redditi adeguati al proprio mantenimento la moglie può chiedere ed ottenere la condanna del marito al versamento di un assegno mensile, che andrà inserito nella dichiarazione dei redditi.

Il principio generale da osservare in questi casi è che il coniuge più debole hai diritto di continuare a godere dello stesso tenore di vita di prima della separazione. E’ bene tener presente che una separazione legale ben fatta costituisce la base per un buon divorzio ed è interessante osservare come, secondo le più recenti rilevazioni ISTAT, sia le separazioni legali che i divorzi, siano in forte aumento rispetto agli anni passati.

Nella maggior parte dei casi trattasi di separazione legale consensuale, mentre una percentuale modesta è rappresentata dalla separazione giudiziale. Quanto al divorzio, la prevalenza delle coppie separate legalmente hanno divorziato presentando una domanda congiunta e dimostrando pertanto di preferire un divorzio non contenzioso.

La preferenza per i riti non contenziosi è condizionata oltre che dalla diversità dei costi, anche dalla diversa durata dei procedimenti: piuttosto veloce in caso di separazione legale consensuale e più lunga invece in caso di separazione giudiziale.

La durata media del matrimonio è poi risultata pari a 12 anni al momento della richiesta di separazione legale, mentre circa il 21% delle istanze di separazione legale proviene da coniugi sposati da meno di cinque anni.

In Italia è solitamente la moglie che decide di presentare per prima il ricorso per separazione legale.   Per quanto riguarda il coinvolgimento dei figli nelle cause di separazione legale e di divorzio, le statistiche indicano che la maggior parte delle separazioni legali e dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli.  

Familex si è poi occupata di affrontare e risolvere delicate problematiche di diritto internazionale privato relative ad ipotesi in cui il luogo di attivazione della separazione legale sia diverso da quello in cui è stato celebrato il matrimonio.

Le domande più frequenti sono risultate essere le seguenti:

Se mi sono sposata in Italia, ma vivo all’estero, posso separarmi legalmente tramite una semplice delega?

Secondo l’ordinamento giuridico italiano non è ammessa la separazione legale o il divorzio tramite delega. Occorre infatti essere presenti di persona.  

Se mi sono sposata all’estero, ma vivo in Italia, posso chiedere la separazione legale in Italia?

Solo nel caso in cui il matrimonio sia avvenuto all’estero e sia stato registrato anche in Italia, è possibile procedere alla separazione legale o al divorzio, altrimenti l’ordi-namento italiano non è competente a decidere in ordine a tale procedura.

Per il resto, i quesiti legali on line più ricorrenti sono del tipo che segue.  

Da quando posso considerarmi effettivamente separato da un punto di vista legale?

La separazione legale è effettiva dalla redazione del verbale predisposto il giorno dell’udienza dinanzi al Presidente del Tribunale. Se si tratta di separazione legale consensuale, il Tribunale emetterà nelle settimane successive il decreto di omologa della separazione legale, dalla quale decorrono i termini dei tre anni per la richiesta di divorzio.

Da quando posso considerarmi effettivamente divorziato?

Il divorzio è effettivo dalla redazione del verbale predisposto il giorno dell’udienza dinanzi al Tribunale incaricato. In caso di divorzio congiunto i Giudici emetteranno successivamente la sentenza con cui pronunciano lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Ottenuta la separazione legale, dopo quanto tempo posso chiedere il divorzio?

Una volta ottenuto il decreto di omologa della separazione legale da parte del Tribunale competente e trascorsi tre anni dalla data di omologa, le parti possono richiedere il divorzio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Ottenuta la separazione legale posso tornare nuovamente con il mio partner?

La riconciliazione si concretizza con il ritorno dei coniugi alla convivenza sia spirituale che materiale e con il conseguente abbandono della domanda di separazione legale proposta.

Da quando posso abbandonare il tetto coniugale?

Il tetto coniugale può essere abbandonato dal coniuge interessato non appena depositata  presso la cancelleria del Tribunale competente la domanda di separazione legale. Diversamente si rischiano delle gravi conseguenze.  

Non esitare dunque ad avvalerti del servizio di consulenza legale online offerto dai professionisti più preparati.

Ora c'è un nuovo sito per chi ha bisogno di consulenza legale a 360° 24H24: il sito dell'avvocato Stefano Giancotti - www.stefanogiancotti.it.

I servizi offerti dall'Avvocato Giancotti sono decisamente innovativi per l'Italia e caratterizzati da un favorevole rapporto qualità/prezzo.

 

 

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