Case in vendita a
Castel Mella
Come si vive a
Castel Mella
Fiere in
provincia di Brescia
Sagre in
provincia di Brescia
Il sito ufficiale del Comune di Castel Mella lo trovate su
www.comune.castelmella.bs.it.

L'attuale Sindaco del Comune di Castel Mella è il Sig. Ettore
Aliprandi, eletto il 29 Maggio 2006 con il 63,46% dei voti. Succede al
compagno di partito (Lega Nord) Guido Bonomelli che ha guidato
l'amministrazione comunale negli ultimi 10 anni. Ettore Aliprandi ha
occupato in precedenza la carica di vicesindaco.

Castel Mella: la nuova sede dello Studio Viasetti - Search Engine
Optimization Consulting, al N. 39 di Via Cesare Pavese (vedi informazioni nel
riquadro a destra).
Il comune di CastelMella
Il comune di Castel Mella si trova a 7 Km. sud-ovest da Brescia.
Benché il nome corretto del comune sia "Castel Mella", su alcuni
cartelli, indicazioni stradali e pannelli pubblicitari troviamo scritto
erroneamente "Castelmella" in una sola parola.
Storia di Castel Mella
(fonte: Prof. Giovanni
Guzzoni - note biografiche a lato)
Il toponimo "Castel Mella"
"Castelnovo, in bella pianura alla destra della Mella, dista circa un
miglio dalla strada maestra che da Brescia mette a Quinzano e a Cremona.
Ha con sé le contrade di Colorne e Onzato, ov’era una lapide a Giove":
così scriveva lo storico rovatese Cocchetti nella "Grande Illustrazione
del Lombardo-Veneto" del 1858.
Da questa annotazione, ricaviamo due caratteristiche: il nome del
paese e la sua antichissima storia. Il nome trae origine dal "castello
civico" che gli abitanti costruirono nel secolo X per difendersi dalle
feroci scorrerie degli Ungari (899-955). E’ composto dal termine latino
"Castello" (= luogo fortificato) e dal termine ligure-celtico "Mella" (=
torrente disordinato e rabbioso). Perciò, il toponimo significa "borgo
fortificato, situato sulle rive della Mella" (nella parlata locale, "la
Mella" è di genere femminile). Nel corso del tempo, il paese si è
variamente chiamato: prima Castellum novum ultra Mellam, poi Castrum
novum, poi Castel Nuovo, poi ancora Castelnovo e - dall’anno 1864, per
delibera del Consiglio Comunale e decreto del re Vittorio Emauele II –
Castel Mella.
Cenni storici su Castel Mella
La storia di Castel Mella abbraccia ben quattromila anni: li
percorriamo a volo d’uccello, affidandoci ai numerosi reperti
archeologici rinvenuti nel suo territorio.
Nel secondo millennio avanti Cristo, tribù preistoriche dell’età del
bronzo si insediano nel territorio castelmellese, seguite, nel secolo
quarto a. C. da tribù celti-che di Cenomàni. Nel primo secolo a. C.,
Roma sconfigge i Cenomàni e stringe con loro un patto di alleanza:
Brixia diventa "colonia civica Augustea". La campagna castelmellese
viene ridisegnata dalla terza centuriazione romana: a Onzato, a nove
miglia dalla città, è fiorente un villaggio romano, con molte "villae
rusticae" (= cascine). Nel primo secolo dopo Cristo, sempre ad Onzato
oltre Mella, nasce una comunità paleocristiana, che si riunisce nella
chiesa dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo, dotata di fonte
battesimale e di sagrato/cimitero.
Nel sesto secolo dopo Cristo, Brescia diventa ducato longobardo: a
Castelnuovo oltre Mella, nasce una comunità cristiana, che si riunisce
nella cappella dedicata a san Siro Vescovo (che è anche patrono di
Pavia, la capitale del regno dei Longobardi). Nel secolo decimo, per
difendersi dalle scorrerie degli Ungari, sorge "il castello civico" di
Castelnuovo oltre Mella (il tracciato del borgo altomedievale può essere
ricostruito osservando la mappa napoleonica del paese del 1810).
Nel secolo XIII, presso la chiesa della Madonnina del Boschetto, ad
Onzato oltre Mella, fiorisce il priorato rurale dei Frati Eremitani.
Dall’unione di tre benefici - quello della chiesa di san Siro di
Castelnuovo, quello della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Onzato,
quello di Santa Maria di Onzato - nell’anno 1353, nasce ufficialmente la
parrocchia di san Siro.
Dopo il breve dominio dei Visconti di Milano, nell’anno 1426, Brescia
entra nei Domini di Terraferma della Serenissima Repubblica di Venezia e
vi rimarrà per lunghi secoli: Castel Novo, Onsado e Colorne, che insieme
assommano 280 anime, appartengono alla "Quadra di Mairano".
Nell’anno 1580, dalla visita apostolica di san Carlo Borromeo,
sappiamo che a Castel Novo c’era un "monte di pietà", che prestava ai
contadini poveri, dietro fideiussione, le sementi di frumento e miglio,
con l’obbligo di restituirle, nella medesima quantità, al tempo della
mietitura.
Negli anni 1701-1706, il territorio castelnovese è devastato dalle
soldatesche imperiali e francesi, durante la guerra di successione
spagnola. Negli anni 1707-1732, la parrocchia è retta dall’arciprete
Marc’Antonio Bedusi, "il costruttore": ricostruisce, secondo lo stile
del barocchetto lombardo, la chiesa parrocchiale di Castelnovo e il
santuario della Madonnina del Boschetto di Onzato.
Nell’anno 1757, la Mella ingrossata porta via il ponte di legno,
lungo sessanta braccia, subito ricostruito. Nel 1797, Napoleone
conquista Brescia: la Comune (si diceva così, alla francese) di
Castelnovo con Colorne e Onzato appartiene alla "Municipalità" prima di
Azzano e poi di Flero, facente parte del Dipartimento del Mella.
Nel 1804, la Mella rompe l’argine verso Onzato, inondando il paese
per ben tre volte di seguito. Nel 1807, inizia la scuola elementare
maschile per i fanciulli del popolo. Nel 1813, vengono chiusi i due
cimiteri sul sagrato delle chiese e si inaugura il nuovo camposanto. Nel
1815, si instaura la dominazione degli Austriaci: Castelnuovo Mella
appartiene al "Distretto di Bagnolo Mella".
Nel 1816, inizia anche la scuola elementare femminile per le
fanciulle del popolo. Nel 1859, Garibaldi libera Brescia dagli
Austriaici: Castelnuovo appartiene al Regno di Sardegna. Nel 1861, viene
proclamato il Regno d’Italia con Torino capitale: Bortolo Prevosti è
eletto sindaco di Castelnuovo; l’Ufficio Vecchio è la sede del Comune.
Nel 1865, viene inaugurato il nuovo ponte, in cotto e in marmo, che
scavalca la Mella. Nel 1886, la popolazione di Castel Mella è di 1008
abitanti. Nel 1911, è attiva in paese la Società Operaia Cattolica "San
Giuseppe".
Nel 1917, si accampa in paese il 63° Battaglione di Alpini Francesi,
diretto al fronte della 1^ guerra mondiale (1915-18). Nel 1922, viene
costruito l’asilo infantile comunale.
Nel 1937, i ragazzi passano un mese nella colonia elio-fluviale,
presso la Mella.
Nell’anno 1964, si istituisce la scuola media statale "Giacomo
Leopardi".
Il 4 novembre 1966, la Mella rompe l’argine verso Onzato e sommerge
sotto due metri di acqua e fango il centro del paese. Nel 1990, si
inaugura il ricovero per anziani "Costanzo Soletti" alla Cascima
America. Nel 2001, l’ultimo censimento ufficiale registra a Castel Mella
8.129 abitanti.
Da vedere a Castel Mella
Sin dall’epoca romana e medievale, il territorio castelmellese è
sempre stato ambito come residenza di campagna da chi abitava in città,
a motivo del suo paesaggio ameno, ubertoso, irrigato da numerosi corsi
d’acqua. E allietato dai fontanili, le caratteristiche risorgive,
tiepide d’inverno e fresche d’estate, che segnalano il passaggio
dall’alta alla bassa pianura padana. Nel corso dei secoli, qui hanno
avuto casa le maggiori famiglie nobili bresciane. Ancor oggi, si possono
ammirare ville, cascine e poderi d’origine molto antica. Come la
medievale "Torre della Terra d’Onsato", all’interno della Cascina
Taglietti, in via Madonnina del Boschetto, a ridosso della Mella.
Al turista curioso, vengono suggerite tre tappe: la prima, in piazza
San Siro, nel centro del paese, per vedere la chiesa parrocchiale,
l’Ufficio Vecchio (già sede ottocentesca del Municipio) e il torrione
dell’antica cinta fortificata del "castello civico" (assunto nello
stemma comunale).
La chiesa parrocchiale, di stile barocchetto lombardo, è stata
costruita negli anni 1708-1747 su progetto dell’architetto Bernardo
Fedrighini da Predore (Bergamo). E’ dedicata ai santi Siro Vescovo e
Lucia Martire, patroni del paese. In ricordo dell’Anno Santo 2000, il
portale di Botticino è stato ingentilito dalla bella porta in bronzo, a
quattro ante, opera dello scultore Maffeo Ferrari. Sulla facciata, due
nicchie ospitano le statue settecentesche in terracotta dei patroni.
L’interno è uno scrigno di tesori d’arte. Nell’abside, campeggia la
pala cinquecentesca, dipinta da Paolo da Caylina il Giovane, nipote di
Vincenzo Foppa; raffigura la Madonna col Bambino in sacra conversazione
coi santi Siro e Lucia; è racchiusa in una fastosa cornice lignea dorata
di Francesco Pialorsi, della famiglia dei famosi intagliatori valsabbini
soprannominati "I Boscaì". Ai lati, due nicchie ospitano le vivaci
statue policrome, in legno, dei patroni, opera dello scultore Beniamino
Simoni da Saviore dell’Adamello, operante a cavallo tra Sette e
Ottocento.
Il paliotto dell’altar maggiore (rivolto ai fedeli) e l’ambone sono
sostenuti da preziose statuette in marmo di Botticino, rappresentanti i
Dottori della Chiesa, attribuite alla famiglia dei Calegari (famiglia di
scultori bresciani).
Tutti gli altari sono in legno e marmo intarsiato. Sull’altare
laterale di destra, c’è una pala settecentesca della Madonna del
Rosario, coi quindici misteri relativi, attribuibile ad Andrea Celesti
(pittore veneziano) o a Antonio Cappello (pittore bresciano).
Sull’altare laterale di sinistra, c’è una pala rappresentante la Fede,
la Speranza e la Carità con s. Pasquale Baylon in adorazione dell’Ostia,
datata 1728, opera del pittore Angelo Paglia. La volta della chiesa e il
soffitto della sacristia sono decorati da eleganti affreschi, sempre
settecenteschi, attribuibili al pittore bresciano Pietro Scalvini o al
già citato Antonio Cappello.
La seconda tappa è a Onzato, a nord del paese, per vedere il
santuario della Madonnina del Boschetto e la Villa Fenaroli, un’elegante
dimora signorile, con porticato e brolo recintato, costruita nel
Seicento, e appartenente da quattro secoli alla nobile famiglia Fenaroli,
del ramo Corneto di Franciacorta.
Il santuario della Madonnina del Boschetto sorge nel "luogo sacro"
più antico del territorio castelmellese: prima dell’arrivo del
cristianesimo, era già venerato dai Celti e dai Romani per via delle
risorgive d’acqua perenne e dei boschetti di ontani (va ricordato che il
toponimo di Onzato significa proprio "territorio ricoperto da boschetti
di ontani").
La chiesa, già documentata nel basso medioevo, assunse l’aspetto
odierno nel Settecento, per merito dell’arciprete Marc’Antonio Bedusi.
Custodisce un incantevole affresco cinquecentesco, raffigurante la
Natività, attribuito alla Scuola di Girolamo da Romano, detto il
Romanino. Gli altari laterali, in legno e in marmo intarsiato, sono
ornati: l’uno, di una pala cinquecentesca della Madonna coi santi Pietro
e Paolo, proveniente dall’omonima chiesa paleocristiana onzatese, ora
sconsacrata, e l’altro, di un dipinto di Sant’Anna, opera del pittore
Antonio Moretto, datato 1775. Numerose tele pregevoli sono appese alle
pareti, oltre alle quattordici stazioni della Via Crucis, tutte di epoca
settecentesca.
La terza tappa ha per méta Colorne, a sud del paese, dove in una
grande cascina rurale sorge un’elegante e apparta cappella gentilizia,
il cui anno di costruzione è inciso sul portale in marmo di Botticino,
1599. E’ dedicata a san Giovanni Battista. All’interno c’è un unico
altare, con una pregevole tela del pittore bresciano Camillo Rama,
attivo tra Cinque e Seicento. Nel quadro, tra diversi santi campeggia la
figura di san Carlo Borromeo; in basso, ai lati, i ritratti dei coniugi
Pedoro, mecentati della chiesetta.
Infine, merita una visita anche la collezione "Attrezzi da lavoro e
ferramenta del mondo del legno", allestita dal falegname Cav. Pietro
Ferrari, in Via Torbole, al numero civico 31.
Ringrazio lo storico Prof. Giovanni Guzzoni per avermi gentilmente
fornito le notizie suddette.
Abitare a Castel Mella oggi
Com'è Castel Mella? Come si vive?
Il comune di Castel Mella ha oggi 9.171 abitanti. Nel 1983 ne aveva
la metà, nel 1963 erano meno di 3.000. Da questi dati risulta che il
comune di Castel Mella, tra i comuni bresciani, è il paese che ha avuto
negli ultimi anni il maggior incremento demografico. In poco più di 20
anni la popolazione è raddoppiata.
Nel Centro di Castel Mella è stato recentemente inaugurato un grande
ed attrezzato parco pubblico, denominato Parco Papa Giovanni Paolo II.
Sul lato ovest di questo parco sono in costruzione centinaia di nuove
abitazioni, facendo prevedere un ulteriore e deciso incremento della
popolazione, che dovrebbe raggiungere entro breve tempo i 10.000
abitanti. E' prevista inoltre la costruzione di una grande piscina con
lido estivo.
Di aziende a Castel Mella ne esistono poche e sono dislocate
prevalentemente nella zona a sud del comune (dalle parti del centro
commerciale EMMEZETA). Negozi, a parte 3 supermercati, nemmeno l'ombra,
o quasi; forse, ma certamente non solo, per la vicinanza di molti centri
commerciali. Tra le trattorie, la più frequentata, soprattutto dai
giovani, è l'Hosteria Masna, aperta fino all'una del mattino. Si tratta
di una vecchia osteria molto caratteristica, da vedere.
Insomma, se volete vivere in un paese tranquillo con tanto verde, se
amate più il footing dello shopping, Castel Mella fa al caso vostro.