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Il comune di Castel Mella ha avuto negli ultimi 5 anni il più alto incremento demografico dei comuni in provincia di Brescia. Oggi (2008) ha superato i 10.000 abitanti (10.085 al 7 Marzo 2008).

 

Castel Mella: il parco Papa Giovanni Paolo II

Castel Mella: un angolo del parco Giovanni Paolo II

Castel Mella: uno dei tanti gatti che popolano il paese

Uno dei tanti gatti che si sono trasferiti a CastelMella

Castel Mella: il laghetto in cui si specchia il nuovo quartiere residenziale

Castel Mella: il laghetto al centro del nuovo parco

Castel Mella: il lago dei cigni

Castel Mella: due dei cigni che popolano il laghetto

Case in vendita a Castel Mella

Castel Mella: il nuovo velodromo

 

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Comune di Castel Mella

Storia del Comune di Castel Mella

Come si vive a Castel Mella

Fiere in provincia di Brescia

Sagre in provincia di Brescia

Il sito ufficiale del Comune di Castel Mella lo trovate su www.comune.castelmella.bs.it.

   cartina di CastelMella - come raggiungere Via Pavese 39

 

 

L'attuale Sindaco del Comune di Castel Mella è il Sig. Marco Franzini. Eletto nel 2011, succede a Ettore Aliprandi (Lega Nord).

Castel Mella - l'ingresso dello Studio Viasetti

 

Castel Mella: la sede dello Studio Viasetti - Search Engine Optimization Consulting, si è spostata nel 2008 dal N. 39 di Via Cesare Pavese, al N. 41 di Via Alberto da Giussano (vedi informazioni sul sito ufficiale qui).

Il comune di CastelMella

Il comune di Castel Mella si trova a 7 Km. sud-ovest da Brescia. Benché il nome corretto del comune sia "Castel Mella", su alcuni cartelli, indicazioni stradali e pannelli pubblicitari troviamo scritto erroneamente "Castelmella" in una sola parola.

Storia di Castel Mella

(fonte: Prof. Giovanni Guzzoni - note biografiche a lato)

Il toponimo "Castel Mella"

"Castelnovo, in bella pianura alla destra della Mella, dista circa un miglio dalla strada maestra che da Brescia mette a Quinzano e a Cremona. Ha con sé le contrade di Colorne e Onzato, ov’era una lapide a Giove": così scriveva lo storico rovatese Cocchetti nella "Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto" del 1858.

Da questa annotazione, ricaviamo due caratteristiche: il nome del paese e la sua antichissima storia. Il nome trae origine dal "castello civico" che gli abitanti costruirono nel secolo X per difendersi dalle feroci scorrerie degli Ungari (899-955). E’ composto dal termine latino "Castello" (= luogo fortificato) e dal termine ligure-celtico "Mella" (= torrente disordinato e rabbioso).

Perciò, il toponimo significa "borgo fortificato, situato sulle rive della Mella" (nella parlata locale, "la Mella" è di genere femminile). Nel corso del tempo, il paese si è variamente chiamato: prima Castellum novum ultra Mellam, poi Castrum novum, poi Castel Nuovo, poi ancora Castelnovo e - dall’anno 1864, per delibera del Consiglio Comunale e decreto del re Vittorio Emauele II – Castel Mella.

Cenni storici su Castel Mella

La storia di Castel Mella abbraccia ben quattromila anni: li percorriamo a volo d’uccello, affidandoci ai numerosi reperti archeologici rinvenuti nel suo territorio.

Nel secondo millennio avanti Cristo, tribù preistoriche dell’età del bronzo si insediano nel territorio castelmellese, seguite, nel secolo quarto a. C. da tribù celti-che di Cenomàni. Nel primo secolo a. C., Roma sconfigge i Cenomàni e stringe con loro un patto di alleanza: Brixia diventa "colonia civica Augustea".

La campagna castelmellese viene ridisegnata dalla terza centuriazione romana: a Onzato, a nove miglia dalla città, è fiorente un villaggio romano, con molte "villae rusticae" (= cascine). Nel primo secolo dopo Cristo, sempre ad Onzato oltre Mella, nasce una comunità paleocristiana, che si riunisce nella chiesa dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo, dotata di fonte battesimale e di sagrato/cimitero.

Nel sesto secolo dopo Cristo, Brescia diventa ducato longobardo: a Castelnuovo oltre Mella, nasce una comunità cristiana, che si riunisce nella cappella dedicata a san Siro Vescovo (che è anche patrono di Pavia, la capitale del regno dei Longobardi). Nel secolo decimo, per difendersi dalle scorrerie degli Ungari, sorge "il castello civico" di Castelnuovo oltre Mella (il tracciato del borgo altomedievale può essere ricostruito osservando la mappa napoleonica del paese del 1810).

Nel secolo XIII, presso la chiesa della Madonnina del Boschetto, ad Onzato oltre Mella, fiorisce il priorato rurale dei Frati Eremitani.

 Dall’unione di tre benefici - quello della chiesa di san Siro di Castelnuovo, quello della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Onzato, quello di Santa Maria di Onzato - nell’anno 1353, nasce ufficialmente la parrocchia di san Siro.

Dopo il breve dominio dei Visconti di Milano, nell’anno 1426, Brescia entra nei Domini di Terraferma della Serenissima Repubblica di Venezia e vi rimarrà per lunghi secoli: Castel Novo, Onsado e Colorne, che insieme assommano 280 anime, appartengono alla "Quadra di Mairano".

 Nell’anno 1580, dalla visita apostolica di san Carlo Borromeo, sappiamo che a Castel Novo c’era un "monte di pietà", che prestava ai contadini poveri, dietro fideiussione, le sementi di frumento e miglio, con l’obbligo di restituirle, nella medesima quantità, al tempo della mietitura.

Negli anni 1701-1706, il territorio castelnovese è devastato dalle soldatesche imperiali e francesi, durante la guerra di successione spagnola. Negli anni 1707-1732, la parrocchia è retta dall’arciprete Marc’Antonio Bedusi, "il costruttore": ricostruisce, secondo lo stile del barocchetto lombardo, la chiesa parrocchiale di Castelnovo e il santuario della Madonnina del Boschetto di Onzato.

Nell’anno 1757, la Mella ingrossata porta via il ponte di legno, lungo sessanta braccia, subito ricostruito. Nel 1797, Napoleone conquista Brescia: la Comune (si diceva così, alla francese) di Castelnovo con Colorne e Onzato appartiene alla "Municipalità" prima di Azzano e poi di Flero, facente parte del Dipartimento del Mella.

Nel 1804, la Mella rompe l’argine verso Onzato, inondando il paese per ben tre volte di seguito. Nel 1807, inizia la scuola elementare maschile per i fanciulli del popolo. Nel 1813, vengono chiusi i due cimiteri sul sagrato delle chiese e si inaugura il nuovo camposanto. Nel 1815, si instaura la dominazione degli Austriaci: Castelnuovo Mella appartiene al "Distretto di Bagnolo Mella".

Nel 1816, inizia anche la scuola elementare femminile per le fanciulle del popolo. Nel 1859, Garibaldi libera Brescia dagli Austriaici: Castelnuovo appartiene al Regno di Sardegna. Nel 1861, viene proclamato il Regno d’Italia con Torino capitale: Bortolo Prevosti è eletto sindaco di Castelnuovo; l’Ufficio Vecchio è la sede del Comune.

Nel 1865, viene inaugurato il nuovo ponte, in cotto e in marmo, che scavalca la Mella. Nel 1886, la popolazione di Castel Mella è di 1008 abitanti. Nel 1911, è attiva in paese la Società Operaia Cattolica "San Giuseppe".

Nel 1917, si accampa in paese il 63° Battaglione di Alpini Francesi, diretto al fronte della 1^ guerra mondiale (1915-18). Nel 1922, viene costruito l’asilo infantile comunale.

Nel 1937, i ragazzi passano un mese nella colonia elio-fluviale, presso la Mella.

Nell’anno 1964, si istituisce la scuola media statale "Giacomo Leopardi".

 Il 4 novembre 1966, la Mella rompe l’argine verso Onzato e sommerge sotto due metri di acqua e fango il centro del paese. Nel 1990, si inaugura il ricovero per anziani "Costanzo Soletti" alla Cascima America. Nel 2001, l’ultimo censimento ufficiale registra a Castel Mella 8.129 abitanti.

Da vedere a Castel Mella

Sin dall’epoca romana e medievale, il territorio castelmellese è sempre stato ambito come residenza di campagna da chi abitava in città, a motivo del suo paesaggio ameno, ubertoso, irrigato da numerosi corsi d’acqua. E allietato dai fontanili, le caratteristiche risorgive, tiepide d’inverno e fresche d’estate, che segnalano il passaggio dall’alta alla bassa pianura padana.

Nel corso dei secoli, qui hanno avuto casa le maggiori famiglie nobili bresciane. Ancor oggi, si possono ammirare ville, cascine e poderi d’origine molto antica. Come la medievale "Torre della Terra d’Onsato", all’interno della Cascina Taglietti, in via Madonnina del Boschetto, a ridosso della Mella.

Al turista curioso, vengono suggerite tre tappe: la prima, in piazza San Siro, nel centro del paese, per vedere la chiesa parrocchiale, l’Ufficio Vecchio (già sede ottocentesca del Municipio) e il torrione dell’antica cinta fortificata del "castello civico" (assunto nello stemma comunale).

La chiesa parrocchiale, di stile barocchetto lombardo, è stata costruita negli anni 1708-1747 su progetto dell’architetto Bernardo Fedrighini da Predore (Bergamo). E’ dedicata ai santi Siro Vescovo e Lucia Martire, patroni del paese. In ricordo dell’Anno Santo 2000, il portale di Botticino è stato ingentilito dalla bella porta in bronzo, a quattro ante, opera dello scultore Maffeo Ferrari. Sulla facciata, due nicchie ospitano le statue settecentesche in terracotta dei patroni.

L’interno è uno scrigno di tesori d’arte. Nell’abside, campeggia la pala cinquecentesca, dipinta da Paolo da Caylina il Giovane, nipote di Vincenzo Foppa; raffigura la Madonna col Bambino in sacra conversazione coi santi Siro e Lucia; è racchiusa in una fastosa cornice lignea dorata di Francesco Pialorsi, della famiglia dei famosi intagliatori valsabbini soprannominati "I Boscaì". Ai lati, due nicchie ospitano le vivaci statue policrome, in legno, dei patroni, opera dello scultore Beniamino Simoni da Saviore dell’Adamello, operante a cavallo tra Sette e Ottocento.

Il paliotto dell’altar maggiore (rivolto ai fedeli) e l’ambone sono sostenuti da preziose statuette in marmo di Botticino, rappresentanti i Dottori della Chiesa, attribuite alla famiglia dei Calegari (famiglia di scultori bresciani).

Tutti gli altari sono in legno e marmo intarsiato. Sull’altare laterale di destra, c’è una pala settecentesca della Madonna del Rosario, coi quindici misteri relativi, attribuibile ad Andrea Celesti (pittore veneziano) o a Antonio Cappello (pittore bresciano).

Sull’altare laterale di sinistra, c’è una pala rappresentante la Fede, la Speranza e la Carità con s. Pasquale Baylon in adorazione dell’Ostia, datata 1728, opera del pittore Angelo Paglia. La volta della chiesa e il soffitto della sacristia sono decorati da eleganti affreschi, sempre settecenteschi, attribuibili al pittore bresciano Pietro Scalvini o al già citato Antonio Cappello.

La seconda tappa è a Onzato, a nord del paese, per vedere il santuario della Madonnina del Boschetto e la Villa Fenaroli, un’elegante dimora signorile, con porticato e brolo recintato, costruita nel Seicento, e appartenente da quattro secoli alla nobile famiglia Fenaroli, del ramo Corneto di Franciacorta.

Il santuario della Madonnina del Boschetto sorge nel "luogo sacro" più antico del territorio castelmellese: prima dell’arrivo del cristianesimo, era già venerato dai Celti e dai Romani per via delle risorgive d’acqua perenne e dei boschetti di ontani (va ricordato che il toponimo di Onzato significa proprio "territorio ricoperto da boschetti di ontani").

La chiesa, già documentata nel basso medioevo, assunse l’aspetto odierno nel Settecento, per merito dell’arciprete Marc’Antonio Bedusi. Custodisce un incantevole affresco cinquecentesco, raffigurante la Natività, attribuito alla Scuola di Girolamo da Romano, detto il Romanino.

Gli altari laterali, in legno e in marmo intarsiato, sono ornati: l’uno, di una pala cinquecentesca della Madonna coi santi Pietro e Paolo, proveniente dall’omonima chiesa paleocristiana onzatese, ora sconsacrata, e l’altro, di un dipinto di Sant’Anna, opera del pittore Antonio Moretto, datato 1775. Numerose tele pregevoli sono appese alle pareti, oltre alle quattordici stazioni della Via Crucis, tutte di epoca settecentesca.

La terza tappa ha per méta Colorne, a sud del paese, dove in una grande cascina rurale sorge un’elegante e apparta cappella gentilizia, il cui anno di costruzione è inciso sul portale in marmo di Botticino, 1599. E’ dedicata a san Giovanni Battista. All’interno c’è un unico altare, con una pregevole tela del pittore bresciano Camillo Rama, attivo tra Cinque e Seicento. Nel quadro, tra diversi santi campeggia la figura di san Carlo Borromeo; in basso, ai lati, i ritratti dei coniugi Pedoro, mecentati della chiesetta.

Infine, merita una visita anche la collezione "Attrezzi da lavoro e ferramenta del mondo del legno", allestita dal falegname Cav. Pietro Ferrari, in Via Torbole, al numero civico 31.

Ringrazio lo storico Prof. Giovanni Guzzoni per avermi gentilmente fornito le notizie suddette.

Abitare a Castel Mella oggi

Com'è Castel Mella? Come si vive?

Il comune di Castel Mella ha oggi 9.171 abitanti. Nel 1983 ne aveva la metà, nel 1963 erano meno di 3.000. Da questi dati risulta che il comune di Castel Mella, tra i comuni bresciani, è il paese che ha avuto negli ultimi anni il maggior incremento demografico. In poco più di 20 anni la popolazione è raddoppiata.

Nel Centro di Castel Mella è stato recentemente inaugurato un grande ed attrezzato parco pubblico, denominato Parco Papa Giovanni Paolo II. Sul lato ovest di questo parco sono in costruzione centinaia di nuove abitazioni, facendo prevedere un ulteriore e deciso incremento della popolazione, che dovrebbe raggiungere entro breve tempo i 10.000 abitanti. E' prevista inoltre la costruzione di una grande piscina con lido estivo.

Di aziende a Castel Mella ne esistono poche e sono dislocate prevalentemente nella zona a sud del comune (dalle parti del centro commerciale EMMEZETA). Negozi, a parte 3 supermercati, nemmeno l'ombra, o quasi; forse, ma certamente non solo, per la vicinanza di molti centri commerciali. Tra le trattorie, la più frequentata, soprattutto dai giovani, è l'Hosteria Masna, aperta fino all'una del mattino. Si tratta di una vecchia osteria molto caratteristica, da vedere.

Insomma, se volete vivere in un paese tranquillo con tanto verde, se amate più il footing dello shopping, Castel Mella fa al caso vostro.

Gianfranco Viasetti


 

 

DreamCatcher

Curiosità

A Castel Mella ha sede lo
Studio Viasetti.

Lo studio Viasetti è uno dei leader italiani nel settore del posizionamento di siti internet aziendali nei motori di ricerca.

Google, solo per citare il motore di ricerca più importante a livello internazionale, posiziona Viasetti in prima pagina, su oltre 1.000.000 di siti competitor, con decine di diversi termini di ricerca.

Questo invidiabile risultato è stato raggiunto grazie alla filosofia progettuale e alle metodologie di lavoro, frutto di migliaia di ore investite in ricerca negli ultimi 10 anni da Gianfranco Viasetti, titolare dello studio.

 

Altre notizie sullo Studio Viasetti

Tra i clienti dello Studio Viasetti vi sono  diverse aziende note a livello nazionale e internazionale, tra le quali:

MEDIAMARKET (Media World, Saturn, Metro)

Regione Autonoma Trentino Alto Adige

Google Inc. (Viasetti è partner di Google AdSense)

TNT Global Express S.P.A.

Acquaviva Italia s.r.l.

P e B spa (Varese)

Gioielleria Rovari

Banca S. Paolo (Banco di Brescia)

Studio Soluzione Consulting (Calcinato, Brescia, Milano)

Gino Bramieri Productions

Ideal Standard (Milano)

NBC Elettronica (Sondrio)

Immucor Gamma spa (Milano)

Argo Clima spa (Gallarate)

SIBA spa (Brescia)

ANCARA srl

Servizi Internet (Brescia)

Dendrite spa (Milano)

Sarauto srl (Toyota auto)

Studio Sergio Faini (Brescia)

Acciaierie Stefana spa (Nave)

Consiglio Provinciale Consulenti del Lavoro di Brescia

Sealed Air Corporation

Printminini srl (Xerox)

Castaldelli (Olivetti)

 

Non troverete aziende di Castel Mella tra i clienti.

Gli imprenditori di Castel Mella sono probabilmente influenzati dalle origini rurali della zona. Quando hanno bisogno di realizzare o promuovere un sito web si rivolgono al loro fornitore abituale di fotocopiatrici o computer; se è bravo a vendere e riparare copiatrici sarà bravo anche a creare un sito web, pensano.

I più evoluti si rivolgono invece alla tipografia o all'agenzia di grafica che ha creato il loro catalogo o la loro brochure, dando per scontato che chi sa creare brochure sappia anche creare siti web.

Chi poi si lamenta per il fatto di avere un sito senza visitatori si sente rispondere che per avere visitatori bisogna essere ai primi posti nei motori e che per essere ai primi posti nei motori bisogna pagarli.

E loro (gli imprenditori) ci credono, perché a dirglielo è il loro fornitore di fiducia.

Chi è Giovanni Guzzoni Giovanni

Guzzoni è nato a Castel Mella. Per parte paterna, appartiene a una famiglia d'antico insediamento castelmellese (compare negli Estimi Veneti del 1641); per parte materna, ad una famiglia calata dalla Val Seriana e stabilitasi all'inizio del secolo scorso nel "Castello".

Anche se da tempo risiede altrove, egli non ha mai rotto il cordone ombelicale che lo tiene legato al paese d'origine, dove è stato insegnante di lettere e preside della scuola media "Giacomo Leopardi".

La sua opera di storico (ha scritto tre libri su Castel Mella... e ne sta preparando un quarto) ha lo scopo di mantenere vivo il "genius loci". Ambisce, cioè, a fare riscoprire e amare ai "suoi" concittadini i tratti caratteristici dell'ambiente naturale e della comunità civile di Castel Mella.

GUZZONI G., "Notizie naturali e civili su Castel Nuovo Mella (ora Castel Mella)", Coop. Edit. Nuova Brianza, Cassago Brianza, 1991

GUZZONI G., "Quando i Castelmellesi portavano il cappello sulle ventitrè", G.A.M. , Rudiano, 1994

GUZZONI G., "Momenti di vita e di storia castelmellesi", La Compagnia della stampa, Roccafranca, 2004.

Chi fosse interessato all'acquisto dei libri citati e non li trovasse in libreria può richiederli direttamente al Prof. Giovanni Guzzoni contattandolo al seguente indirizzo E-Mail: guzzoni.giovanni@libero.it